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Comunicati stampa

Comunicato 54_2018 Forlì-Cesena: andamento dei prezzi della frutta estiva

Pubblicato il: 07/09/2018



Secondo i dati rilevati dalla Camera di commercio della Romagna - Forlì-Cesena e Rimini, in collaborazione con l’apposita Commissione, la stagione è stata caratterizzata da una minore produzione e da un recupero dei prezzi della frutta estiva rispetto alle difficili annate precedenti. Il tema della redditività dei produttori è tuttora molto critico e le superfici coltivate sono in progressiva e forte diminuzione.

 

Analizzando i dati relativi all’andamento dei prezzi della frutta estiva in provincia di Forlì-Cesena, si evidenzia una ripresa delle quotazioni determinata dalla minor quantità di prodotto immessa sul mercato. La contrazione delle produzioni è stata indotta principalmente dalle avversità meteorologiche di fine primavera che hanno creato danni notevoli a pesche e susine e dallo spostamento della frutticoltura locale verso produzioni autunnali.

La Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, attua un monitoraggio continuo dell’andamento dei prezzi in agricoltura nella provincia di Forlì-Cesena, grazie anche al lavoro delle Commissioni prezzi. La loro attività puntuale e assidua consente di monitorare le quotazioni dei prodotti agricoli lungo tutto il corso dell’anno, fornendo informazioni indispensabili per la trasparenza del mercato e che rappresentano una fonte preziosa di riflessione circa la struttura e le dinamiche anche del settore frutticolo. 

“La Commissione prezzi ringrazia la Camera di commercio per l’attenzione e la sensibilità che continua a manifestare per il settore agricolo e in particolare per il settore ortofrutticolo.
È vero che nell’annata 2018, ancora in corso, il settore frutticoltura è molto migliorato sia qualitativamente sia in termini di quotazioni - commenta Mario Turroni, Presidente della Commissione rilevazione prezzi dei cereali sementi foraggi frutta ed ortaggi -. Tuttavia, non bisogna certamente illudersi; ci troviamo di fronte ad un’annata di scarsa produzione e di alta qualità. Gli espianti dei frutteti, avvenuti negli ultimi anni, hanno portato il settore pesche e nettarine ai minimi storici.
I risultati di quest’anno non devono farci dimenticare i problemi che il settore ha e continuerà ad avere. Siamo convinti che, con la collaborazione di tutti gli attori della filiera, sarà possibile perseguire la conservazione di un comparto rappresentativo del territorio e del suo valore.”

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I dati della provincia di Forlì-Cesena

Con riferimento a pesche e nettarine, gli operatori del settore riportano una produzione in diminuzione, una pezzatura buona e quotazioni soddisfacenti. I dati riportati nel listino prezzi della Camera della Romagna ed elaborati dall’Ufficio Statistica e Studi (media equiponderata dei prezzi dei gruppi di prodotti nelle settimane di quotazione e confronto con il medesimo periodo del precedente anno) mostrano un incremento del 67,7% del prezzo medio delle pesche gialle e del 73,5% delle nettarine gialle. La variazione percentuale del prezzo medio deve tuttavia essere letta insieme al suo livello di partenza: infatti, in linea generale, le quotazioni medie periodali di pesche e nettarine per la stagione 2018 si aggirano intorno a 0,5176 €/kg (prezzo base riconosciuto al produttore all’ingrosso, senza IVA o sussidi), mentre lo scorso anno il valore medio era di 0,3035 €/kg. L’attuale livello dei prezzi è considerato dagli operatori soddisfacente, sempre tenendo presente le differenti situazioni dei produttori e la dinamica delle quotazioni nelle settimane di rilevazione.

Nella stagione estiva 2018, risultano in aumento anche i prezzi medi di albicocche (+48,1%) e susine (+21,7%). In particolare, le produzioni di albicocche vedono aumentare gli ettari loro dedicati, con una continuità produttiva - e un livello qualitativo - che va dalla primavera alla tarda estate.

In provincia di Forlì-Cesena la produzione di pesche e nettarine si qualifica come specializzazione e vocazione territoriale, sebbene da anni superfici, quantità e valore siano in flessione. Gli ultimi dati disponibili (fonte Istat) riportano una superficie agricola dedicata (SAU) a tali produzioni nel 2017 pari a circa 3.171 ettari (-14,7% rispetto al 2016), mentre la contrazione della SAU negli ultimi dieci anni è stata pari al 56,8%. Conseguentemente anche le quantità prodotte si sono ridotte dello stesso livello, in considerazione del fatto che dal 2007 la resa per ettaro non ha sostanzialmente subito modifiche rilevanti.

La produzione lorda vendibile (PLV) di pesche e nettarine nel 2017 – elaborata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio della Romagna – è stata pari a 20,6 milioni di euro (il 23,7% della PLV frutticola provinciale e il 4,3% di quella totale). A livello regionale, la PLV di pesche e nettarine prodotte in provincia di Forlì-Cesena pesa per il 21,8% del totale, al secondo posto dopo Ravenna (62,7%) che si conferma il principale produttore in regione (fonte: Regione Emilia-Romagna – Assessorato agricoltura, ambiente e sviluppo sostenibile).

Gli effetti della crisi strutturale del comparto frutticolo locale sono evidenti e manifesti già da anni. Infatti, dal 2007, a fronte di un dimezzamento delle superfici in produzione (-56,8%), la PLV a valori nominali di pesche e nettarine si è ridotta di più di due terzi (-71,2%), mentre la flessione è pari al 74,8% se considerata a valori reali (vale a dire depurati dall’effetto dell’inflazione). Il peso della PLV provinciale di pesche e nettarine sulla PLV totale si è più che dimezzato (dall’11,9% del 2007 al 4,3% del 2017), mentre l’incidenza della PLV di pesche e nettarine sulle colture frutticole si è ridimensionata (dal 51,8% al 23,7%).

I componenti della Commissione prezzi della Camera della Romagna sono concordi nell’affermare che “la crisi di pesche e nettarine ha prodotto negli ultimi anni una selezione molto severa che ha costretto molti coltivatori ad abbattere i frutteti. Naturalmente chi è rimasto rappresenta l’eccellenza dei produttori in tutti i sensi. Si è pertanto assistito ad un costante miglioramento degli impianti, all’applicazione di tecniche di coltivazione all’avanguardia e al rinnovo delle varietà, privilegiando produzioni che, oltre a presentarsi molto bene al consumatore, sono dotate di notevoli qualità organolettiche.”

 
Elaborazioni: Ufficio Statistica e Studi su fonti varie
Per informazioni e approfondimenti: informazioneeconomica@romagna.camcom.it

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