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Comunicato 49 - Osservatorio Economico dicembre 2017

Pubblicato il: 21/12/2017



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Presentati a Rimini, giovedì 21 dicembre 2017, i dati dell'Osservatorio Economico, relativi ai primi dieci mesi del 2017, elaborati dall'Ufficio Statistica e Studi della Camera di commercio e arricchiti da focus specifici per la provincia di Rimini e per quella di Forlì-Cesena.
La lettura dei dati conferma che il sistema produttivo di Forlì-Cesena e di Rimini ha agganciato la ripresa e prosegue la risalita verso performance sempre più diffusamente positive.

 

Rimini, 21 dicembre 2017 – Il sistema produttivo di riferimento della Camera della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini ha agganciato la ripresa, questo è quanto emerge dai dati dell’Osservatorio economico camerale elaborati dall’ufficio studi e statistica. Performance nettamente positive per le esportazioni, crescita della produzione industriale nei principali settori, buon andamento della stagione turistica. Difficoltà invece per l'agricoltura, afflitta anche da problemi strutturali, e per il commercio al dettaglio. La dinamica dei prestiti bancari resta critica così come quelle delle sofferenze. Complessivamente le previsioni delineano un miglioramento rispetto allo scenario elaborato in luglio con una crescita del valore aggiunto pari all'1,5% per il territorio Romagna.

Il contesto esterno / generale è tuttora complesso ma offre buone opportunità per chi ha le idee per competere.

“In un contesto generale caratterizzato dal rafforzamento della crescita globale - ha dichiarato il Presidente della Camera di commercio Fabrizio Moretti - il nostro Territorio, nonostante alcune criticità, sta progressivamente consolidando la ripresa con risultati sempre più diffusamente positivi.
La grande sfida nella quale siamo impegnati insieme ai principali attori della governance è quella di coinvolgere un numero sempre maggiore di imprese in percorsi virtuosi di innovazione.
La Camera di commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini, ad un anno dalla sua costituzione, conferma quindi il forte impegno per promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, articolando i propri interventi secondo linee strategiche di importanza cruciale per lo sviluppo e quindi per il futuro della nostra Comunità e del nostro Sistema Economico:

- competitività del territorio
Infrastrutture
Innovazione
Digitalizzazione
Attrattività turistica, commerciale e culturale
Orientamento, alternanza e placement
Sviluppo sostenibile, benessere e responsabilità sociale
Informazione economica

- competitività delle imprese
Creazione di imprese e start up e competitività delle PMI
Internazionalizzazione
Accesso a fonti di finanziamento e finanza d’impresa
Pubblicità legale, circolarità informativa e semplificazione per le imprese
Regolazione e tutela del mercato e della fede pubblica
Trasparenza e legalità nell’economia
Risoluzione delle controversie alternativa alla giustizia ordinaria”

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I dati aggiornati del territorio “Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

La circoscrizione territoriale della Camera di commercio della Romagna, nata dall’accorpamento delle Camere di Forlì-Cesena e di Rimini, al primo gennaio 2017 ha una superficie di oltre 3.240 kmq, 55 Comuni e circa 731.000 abitanti. Nel 2016 la stima del valore aggiunto (dati Istituto Tagliacarne) del territorio Romagna è stata pari a 19,5 miliardi di euro, mentre il valore aggiunto pro capite è di 26.717 euro.

Al terzo trimestre del 2017 sono presenti 88.730 localizzazioni attive (sedi e unità locali) di cui 71.731 sedi di imprese attive. L’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 98 imprese attive ogni mille abitanti (91 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). I principali settori di attività economica del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono quello dei servizi (25,3% del totale imprese attive al 31 ottobre 2017), il commercio (24,1%), le costruzioni (14,7%), agricoltura e pesca (12,9%), il turismo (10,5%) e la manifattura (9,2%).

I numeri delineano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere: un mix produttivo composito nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo di grande rilievo del terziario tradizionale (commercio, turismo) e di quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università, sanità).

Le previsioni di crescita del valore aggiunto (Prometeia) per il 2017 e il 2018 sono pari, rispettivamente, a +1,5 e +1,4%, sostanzialmente in linea con i dati regionali e nazionali

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Focus : i dati aggiornati sull’economia della provincia di Rimini

I dati che coprono sostanzialmente dieci mesi del 2017 confermano, nel complesso, un buon andamento dell’economia riminese. In generale: stabili le localizzazioni attive e le sedi di impresa attive, buona la performance del comparto manifatturiero con incrementi tendenziali delle variabili congiunturali (produzione, fatturato e ordinativi), buona performance dell’export, consolidamento della performance turistica in merito ad arrivi e presenze (soprattutto straniere) e contrazione delle ore CIG autorizzate (soprattutto quelle della straordinaria); a questo si può aggiungere la positiva dinamica tendenziale dei prestiti alle imprese e alle famiglie. Tra le note non positive, vanno sottolineate le difficoltà del commercio al dettaglio (negli esercizi della piccola e media distribuzione), il livello elevato del tasso di disoccupazione e il nodo delle sofferenze bancarie.

Nel complesso, gli scenari predisposti da Prometeia (aggiornati ad ottobre) prevedono un aumento del valore aggiunto provinciale dell’1,6% per il 2017 e dell’1,3% per il 2018, trend in linea con quello regionale e migliore di quello nazionale.

 

I dati in sintesi

Il tessuto imprenditoriale provinciale (al 31 ottobre 2017) è costituito da 34.381 imprese attive (sedi), stabili (-0,3%) rispetto al medesimo periodo del 2016. I settori principali in diminuzione sono: Costruzioni, Agricoltura, Manifatturiero e Commercio. Stabile il comparto immobiliare e del turismo, mentre risulta in deciso aumento il settore dei Servizi alle imprese.

Le società di capitale, pari al 20,2% del totale (escluso il settore agricolo), rappresentano una quota progressivamente crescente delle imprese. Il 93,0% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da imprese con meno di 10 addetti. Il rapporto abitanti per impresa evidenza un’imprenditorialità particolarmente diffusa in provincia (9,8 abitanti per impresa) rispetto agli altri ambiti territoriali di riferimento (Emilia-Romagna: 11,0 Italia: 11,7).

Le start up innovative al 27/11/2017 risultano 101, con un deciso incremento rispetto a ottobre 2016 (+48,5%).

In flessione il numero delle imprese artigiane (9.723 unità al 30/09/2017, -1,1% rispetto allo stesso periodo del 2016). Decresce anche il numero delle imprese cooperative (309 unità al 31/10/2017; -1,9% rispetto al 31/10/2016).

Riguardo ai settori, al 31 ottobre 2017 si contano 2.534 imprese agricole attive, in diminuzione del 2,0% rispetto al medesimo periodo del 2016 (Emilia-Romagna -2,0%, Italia -0,5%).

I dati relativi all’indagine congiunturale Unioncamere Emilia-Romagna al terzo trimestre 2017 mostrano performance positive per tutti gli indicatori dell’industria manifatturiera (produzione +3,5% rispetto al medesimo trimestre del 2016, fatturato +3,5%, ordinativi +2,9%), con aspettative di stabilità per il quarto trimestre. Dal punto di vista strutturale, al 31/10/2017, si rileva una lieve diminuzione annua (-0,2%) della consistenza delle imprese manifatturiere attive che si attestano sulle 2.598 unità.

Per il settore delle costruzioni, continua la flessione nel numero delle imprese attive: al 31/10/2017 sono 4.901 (-1,5% rispetto al 31/10/2016). In aumento il volume d’affari del settore: +1,0% nel 3° trimestre del 2017, rispetto ad analogo periodo del 2016, con aspettative di stabilità per il quarto trimestre.

Riguardo al commercio al dettaglio, le vendite nel 3° trimestre 2017 rispetto al medesimo periodo del 2016 continuano ad essere in diminuzione (-1,3%). Le performance sono differenti per i vari comparti (alimentare: -1,7%, non alimentare: -1,3%, supermercati/iper: +0,4%) e per classe dimensionale (piccola distribuzione: -1,6%, media distribuzione: -3,1%, grande distribuzione: +0,4%).

In calo anche la consistenza delle imprese attive nel settore del commercio nel suo complesso (ingrosso, dettaglio, riparazione autoveicoli) che, al 31/10/2017, risultano essere 8.964 (-0,8% sul medesimo periodo del 2016) e, nello specifico, le attività del commercio al dettaglio (5.153 aziende, -1,9%).

Buona la performance dell’export provinciale nei primi nove mesi del 2017: +7,4% rispetto ad analogo periodo 2016, dinamica superiore alla media regionale (+5,8%) e in linea con il dato nazionale (+7,3%). Risultato positivo determinato soprattutto dalle esportazioni del settore tessile-abbigliamento-calzature (+7,9%) che costituisce circa un terzo dell’export provinciale, dei macchinari ed apparecchi (+11,8%) e dei prodotti alimentari e delle bevande (+40,1%); in flessione, invece, uno dei principali settori rappresentato dai mezzi di trasporto (in particolare navi e imbarcazioni) (-18,8%). Le esportazioni verso i Paesi della UE (che incidono per il 52,1% del totale delle esportazioni provinciali) crescono dell’8,7%; tra le altre macro aree maggiormente significative, aumenta l’export verso i Paesi Europei non UE (+27,3%), l’America settentrionale (+11,6%) e l’Asia Orientale (+17,4%). Le importazioni provinciali, nel complesso, registrano un incremento del 9,4%.

Le imprese attive che erogano servizi di alloggio e ristorazione (4.732 unità al 31/10/2017), rimangono sostanzialmente stabili rispetto ai dodici mesi precedenti (-0,1%). Nei primi nove mesi del 2017, il movimento turistico conferma i dati positivi emersi ad inizio stagione: arrivi +4,9% e presenze +3,2%, con una performance superiore alla media per i turisti stranieri (arrivi +5,3%, presenze +5,7%) che costituiscono il 20,8% degli arrivi e il 23,8% delle presenze totali. Diminuisce lievemente, invece, il volume d’affari registrato dal settore nel terzo trimestre dell’anno (-0,7% rispetto al medesimo trimestre del 2016).

Comparto dei trasporti: le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” sono in calo del 3,1% (dati al 31/10/2017 rispetto al 31/10/2016); in generale, il settore trasporti nel suo complesso (1.031 imprese attive al 31/10/2017) fa registrare una flessione annua dello 0,9%. Positivi, invece, i dati sul movimento passeggeri all’aeroporto F. Fellini: +28,0% di arrivi e +28,4% di partenze nel periodo gennaio-novembre 2017, rispetto ai medesimo intervallo del 2016.

I dati dell’indagine Istat sulle Forze di lavoro relativi al 1° trimestre 2017 (media 2° trimestre 2016 – 1° trimestre 2017), elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna, rilevano:

- un tasso di occupazione provinciale 15-64 anni (63,1%) inferiore al dato regionale (68,8%) e superiore al dato nazionale (57,4%);

- un tasso di disoccupazione provinciale 15 anni e più (10,3%) superiore al dato regionale (6,6%) e inferiore al dato nazionale (11,7%);

- un tasso di disoccupazione giovanile provinciale 15-24 anni (31,8%) superiore al dato regionale (22,0%) e inferiore al dato nazionale (37,0%).

Sul fronte dei rapporti di lavoro dipendente la provincia di Rimini presenta il miglior saldo occupazionale destagionalizzato (+1.602 unità, in valore assoluto nel primo trimestre dell’anno) della regione Emilia-Romagna. Positive anche le previsioni di assunzione da parte delle imprese per il periodo novembre 2017-gennaio 2018 (fonte: Excelsior): si stimano 6.200 entrate (di cui il 90% dipendente e un terzo a carattere stabile).

In flessione le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni nel periodo gennaio-settembre 2017 (-32,2%), con la conferma del calo della CIG Ordinaria (-20,0%) e Straordinaria (-19,5%), tipologia quest’ultima che assorbe la maggioranza delle ore autorizzate.

Riguardo all’andamento del credito, al 30 settembre 2017 i prestiti bancari alle imprese risultano in aumento (+0,6% rispetto al medesimo periodo del 2016), sebbene le imprese di minori dimensioni (con meno di 20 addetti) riportino una variazione tendenziale negativa (-5,0%). Aumentano i prestiti verso le imprese del settore manifatturiero (+8,5%) e nei Servizi (+0,9%), mentre diminuiscono quelli verso le imprese del settore Costruzioni (-7,5%). Le sofferenze sugli impieghi totali, al secondo trimestre 2017, sono state pari al 15,97% (Emilia-Romagna: 12,51%, Italia: 10,19%). Ancora elevato risulta il ritmo di crescita delle nuove sofferenze (+3,1%) rilevato in provincia nel terzo trimestre 2017 (fonte: Banca d’Italia – Ufficio Ricerca Economica di Bologna).

Gli scenari di previsione, elaborati da Prometeia e aggiornati a ottobre, stimano, per la provincia di Rimini, un aumento del valore aggiunto dell’1,6% per il 2017 (Emilia-Romagna +1,7%; Italia +1,4%) e per il 2018 un incremento dello stesso dell’1,3% (Emilia-Romagna +1,5%; Italia +1,2%).

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Focus : i dati aggiornati sull’economia della provincia di Forlì-Cesena

Nonostante la flessione nel numero di imprese attive (in linea con quella regionale), prosegue la crescita della produzione industriale – con valori positivi nei principali comparti del settore manifatturiero ed in particolare nelle imprese di medie dimensioni –, una buona performance delle esportazioni nei primi nove mesi dell’anno e buoni risultati dal comparto turismo nella stagione estiva. Positivo il saldo occupazionale del primo trimestre dell’anno e le relative previsioni per i mesi da novembre 2017 a gennaio 2018. Tra le note negative va sottolineata la flessione delle imprese nel commercio al dettaglio, le problematiche strutturali del comparto agricolo, la contrazione dei prestiti alle imprese e l’elevata incidenza delle sofferenze bancarie.

Nel complesso, gli scenari di previsione, predisposti da Prometeia (aggiornati a ottobre), stimano per il 2017 un incremento del valore aggiunto dell’1,5% e per il 2018 pari all’1,4%, con dati in aumento rispetto al precedente rilascio.

 

I dati principali

Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 31 ottobre 2017, è costituito da 37.265 imprese attive, in flessione dell’1,1% rispetto al medesimo periodo del 2016. I settori maggiormente significativi in flessione sono: Agricoltura, Costruzioni e Trasporti; in aumento il comparto delle attività di servizi professionali e tecnici: stabile il settore dei servizi di alloggio e ristorazione.

Le società di capitale, pari al 20,1% del totale escluso il settore agricolo, rappresentano una quota progressivamente crescente delle imprese. Il 93,8% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da imprese con meno di 10 addetti.

Il rapporto abitanti per impresa evidenza un’imprenditorialità particolarmente diffusa in provincia (10,6 abitanti per impresa) rispetto gli altri livelli territoriali di riferimento (Emilia-Romagna 11,0, Italia 11,7).

Le start up innovative al 27/11/2017 sono 55, invariate rispetto all’anno precedente.

In flessione il numero delle imprese artigiane (12.119; -1,0% al 30/09/2017 rispetto allo stesso periodo del 2016). In flessione anche il numero (528 al 31/10/2017) delle imprese cooperative (-2,8%).

In merito all’andamento dei principali settori, in calo del 2,2% la consistenza delle imprese agricole attive (sono 6.699 al 31/10/2017), rispetto ad analogo periodo del 2016.

Dopo il lungo periodo siccitoso (giugno-agosto) con temperature sopra la media, la piovosità si è mantenuta scarsa anche nei mesi autunnali. Per i cereali le semine sono terminate e le condizioni climatiche hanno permesso di operare in condizioni ottimali. I foraggi hanno mantenuto prezzi in ripresa come conseguenza della minor offerta.

Per le colture frutticole l’annata si conferma problematica per la frutta estiva (particolarmente per pesche e nettarine), con prezzi in contrazione e ampiamente non remunerativi. La raccolta di uva è risultata in flessione del 20%; con effetti non positivi del caldo eccessivo sul prodotto e sulla sua qualità; in difficoltà la viticoltura in collina. Per le varietà autunnali, gli operatori riportano giudizi qualitativi positivi circa la raccolta dei cachi con quotazioni sostenute; prezzi in ripresa anche per i kiwi, a fronte di una flessione delle quantità raccolte (circa 20%).

In continua riduzione il patrimonio zootecnico. Quotazioni per bovini e ovini stazionarie ma non soddisfacenti per gli operatori. Per i suini si conferma una lenta ripresa con copertura dei costi di produzione, dovuta alla contrazione dell’offerta per riduzione dei capi in allevamento. Con riferimento al comparto avicolo, le quotazioni del pollo da carne appaiono in ripresa (+8,3%, media gennaio-novembre 2017 sul medesimo periodo dell’anno precedente), invertendo il trend degli ultimi 24 mesi. In notevole incremento il prezzo delle uova (+26,9%, media gennaio-novembre 2017 sul medesimo periodo dell’anno precedente), quale conseguenza della minor produzione derivante dalle problematiche sanitarie emerse nei mesi estivi.

Note positive per le attività manifatturiere: su base annuale (3° trimestre 2017: media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti) gli indicatori segnalano valori stabili: produzione +2,2%, fatturato +9,8%, ordini interni +4,6%, ordini esteri +6,3% e occupazione +2,8%. Per le imprese manifatturiere della provincia la favorevole fase congiunturale sembra consolidarsi; la crescita della produzione segna valori superiori alla media nei comparti “mobili”, “altre industrie manifatturiere”, “calzature”, “prodotti in metallo”, “macchinari”, mentre si conferma in negativo il settore delle “confezioni”. Stazionari i comparti “alimentare” “chimica” e “legno”. Le aspettative degli imprenditori per il quarto trimestre sono di ulteriore crescita della produzione, sostenuta da un andamento positivo degli ordini.

Dal punto di vista strutturale, si rileva però un calo dell’1,8% della consistenza delle imprese manifatturiere attive al 31/10/2017, rispetto al medesimo periodo del 2016, che si attestano sulle 3.639 unità.

Per il settore delle costruzioni, continua la flessione nel numero delle imprese attive: al 31/10/2017 sono 5.634 (-1,6% rispetto al 31/10/2016). Nel terzo trimestre 2017, rispetto ad analogo periodo del 2016, il volume d’affari risulta in flessione (-4,2%) e le previsioni degli imprenditori per il quarto trimestre convergono verso la stabilità dei risultati.

Riguardo al commercio al dettaglio, nel suo complesso, le vendite nel terzo trimestre 2017 rispetto allo stesso del 2016 risultano in moderato aumento (+1,0%). Le performance appaiono differenti per i vari comparti (alimentare +1,9%, non alimentare +1,1%, ipermercati -0,7%) e per classe dimensionale (piccola distribuzione +1,2%, media distribuzione -0,9%, grande distribuzione +1,5%).

In calo la consistenza delle imprese nel settore commercio all’ingrosso, al dettaglio e riparazioni autoveicoli che, al 31/10/2017, sono 8.286 (FC -1,7%) e le attività del commercio al dettaglio al medesimo periodo (4.191 aziende, -1,9%).

l’Osservatorio Economico monitora le dinamiche economiche complessive della Romagna con focus di approfondimento per le province di Forlì-Cesena e di Rimini ed è consultabile all’indirizzo: www.romagna.camcom.gov.it/Informazione economico statistica/

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